Appennini, colline, boschi, montagne. E in mezzo i vigneti.
Su un terreno che cambia ogni pochi metri: in alcuni punti ghiaioso e argilloso, in altri calcareo, in altri sabbioso.
Qui già gli antichi greci coltivavano la vite, e infatti il vitigno più rappresentativo dell’Irpinia, l’Aglianico, prende il nome da “ellenico” raccontando quindi l’origine millenaria della viticoltura in queste terre.
Il vino che racconta più di tutti la personalità di questo territorio è il Taurasi, che assorbe dalla terra la forza e la complessità per dare vita alle sue note di bosco, di spezie, di erbe.
Abbiamo scelto rese ridotte, diminuendo la quantità per avere più qualità.
Abbiamo scelto una lavorazione leggera del suolo, per mantenere la biodiversità caratteristica dell’Irpinia ed esaltare gli aromi varietali tipici di ogni vitigno.
Abbiamo voluto mettere degli alveari accanto ai vigneti. Perché le api fanno bene alla vigna: impollinano fiori e piante che aiutano il benessere delle uve. E soprattutto perché la natura è casa loro. E il miele che producono è un’altra delle delizie Marchesi di Scuderi. Non lo mettiamo in bottiglia, ma in vasetto.